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Destinazioni

Non scegliamo le destinazioni perché sono di moda, né perché siano sconosciute a tutti i costi: ci piacciono i posti che hanno qualcosa da raccontare. Spesso sono Paesi remoti di cui si parla poco, altre volte mete più classiche che abbiamo deciso di esplorare in modo diverso per capire cosa le rende davvero interessanti. Ogni nostro viaggio nasce da una semplice domanda: "perché attraversare mezzo mondo per venire qui?".

Europa

L'Europa che ci piace non è quella delle capitali viste e riviste. È quella delle frontiere dimenticate, delle isole battute dal vento, delle improbabili repubbliche autoproclamate e dei Paesi che per qualche motivo finiscono raramente nelle bucket list. Dalle terre selvagge del Nord ai lasciti dell'ex blocco sovietico, è un continente molto più variegato e interessante di quanto sembri.

BIELORUSSIA

BIELORUSSIA

La Bielorussia, o meglio Belarus', è un Paese frainteso. Al di là dei titoloni clickbait che gridano all'"ultima dittatura d'Europa", per noi è un luogo che racconta, meglio di quasi ogni altro, cosa significhi vivere all'incrocio tra Europa centrale e mondo russo, tra passato sovietico e presente.

Entreremo via terra dalla Polonia e usciremo in Lituania, attraversando uno dei confini più caldi del continente. Da Brest a Minsk, passando per i castelli UNESCO di Mir e Njasviž, alterneremo fortezze, città ordinate, enormi viali sovietici e palazzi brutalisti, memoriali della Grande Guerra Patriottica e mosaici psichedelici. Visiteremo poi la Linea Stalin, testimonianza di un Paese in cui l'eco della guerra e dei suoi eroi è ancora parte integrante dell'identità nazionale.

L'ultima parte del viaggio ci porterà in uno dei luoghi più surreali d'Europa: la zona di esclusione di Černobyl', sul lato bielorusso, meno conosciuta rispetto a quella ucraina ma più remota e silenziosa. Villaggi abbandonati, foreste che si sono riprese il territorio e il tempo che sembra essersi fermato al 26 aprile 1986.

Non è un viaggio costruito per confermare pregiudizi, ma per capire un Paese di cui si parla tantissimo e che pochissimi hanno davvero visto. E, come sempre, lo faremo andando ben oltre le cartoline.

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CIPRO & CIPRO DEL NORD

CIPRO & CIPRO DEL NORD

A prima vista Cipro sembra la classica isola mediterranea: mare cristallino, spiagge perfette, turismo balneare e siti archeologici. Poi scopri che la capitale è ancora divisa da un muro, che esiste uno stato a riconoscimento limitato, che ci sono basi militari britanniche con una propria sovranità e che, nel giro di pochi giorni, attraverserai più frontiere che in viaggi molto più lunghi. Bene, è proprio questo il motivo per cui siamo qui.

Il cuore del viaggio è Cipro del Nord, una destinazione quasi sconosciuta al turismo internazionale ma incredibilmente affascinante per chi ama la storia contemporanea e la geopolitica. Attraverseremo la Linea Verde a Nicosia, visiteremo città fantasma presidiate dall'ONU, raggiungeremo i memoriali e il luogo esatto dello sbarco delle truppe turche del 1974, vedremo castelli, montagne, villaggi e carri armati abbandonati nei boschi da oltre 50 anni. Se lo vorremo, potremo anche fare un salto nell'exclave britannica di Dhekelia. È un viaggio che racconta un conflitto ancora visibile, ma senza rinunciare alla bellezza dell'isola.

Per questo alterneremo storia e paesaggi: la selvaggia penisola di Karpaz, il porto veneziano di Girne (aka Kyrenia), le rovine di Pafo e, nella data estiva, anche le acque cristalline della penisola di Akamas. Se invece partirai con noi a novembre, vivrai qualcosa che quasi nessun viaggiatore riesce a vedere: le celebrazioni del 15 novembre, anniversario della proclamazione della Repubblica Turca di Cipro del Nord, tra bandiere, parate militari e un'atmosfera che rende il tutto ancora più assurdo.

Un viaggio breve, sì, ma capace di farti vedere il Mediterraneo con occhi completamente diversi.

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IRLANDA & IRLANDA DEL NORD

IRLANDA & IRLANDA DEL NORD

L'Irlanda è uno di quei posti che sembrano costruiti apposta per essere fotografati: scogliere a picco sull'Atlantico, brughiere sferzate dal vento, montagne, pub, villaggi colorati e una pinta di Guinness che, incredibilmente, qui ha davvero un sapore diverso. Tutto vero, ma sarebbe un peccato fermarsi lì.

Questo viaggio attraversa l'intera isola in senso orario, dalla Repubblica d'Irlanda all'Irlanda del Nord, seguendo un itinerario che unisce alcuni dei paesaggi più spettacolari d'Europa a una storia politica ancora vivissima. Cammineremo tra le rovine monastiche di Glendalough, percorreremo la Wild Atlantic Way, raggiungeremo il Ring of Kerry, le Cliffs of Moher, il Connemara, il Donegal e la Giant's Causeway, alternando continuamente natura selvaggia e città piene di carattere.

Capire l'Irlanda significa tuttavia anche capire la sua storia. Per questo visiteremo il carcere di Kilmainham, simbolo della lotta per l'indipendenza, passeremo davanti alla targa che ricorda il curioso Soviet di Limerick e osserveremo da vicino le città dell'Irlanda del Nord. A Derry ripercorreremo i luoghi della Bloody Sunday attraverso i celebri murales del Bogside, mentre a Belfast entreremo nei quartieri cattolici e protestanti accompagnati da chi quella storia l'ha vissuta. Finiremo la giornata facendo una cosa che difficilmente troverete in un altro viaggio organizzato: bere una pinta in uno storico pub repubblicano frequentato da ex militanti dell'IRA e un'altra in uno dei locali simbolo della comunità unionista, per ascoltare due punti di vista completamente diversi sullo stesso conflitto.

E poi sì, berremo tanta Guinness. La prima la offre Oltre, perché certe tradizioni vanno rispettate.

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ISLANDA

ISLANDA

L'Islanda è uno di quei pochi posti al mondo in cui la natura riesce ancora a farti sentire piccolo. Cascate alte decine di metri, ghiacciai immensi, spiagge nere, iceberg, geyser e paesaggi che sembrano appartenere a un altro pianeta. Li vedremo tutti, senza correre e senza trasformare il viaggio in una collezione di check su Google Maps.

Il nostro itinerario si concentra sull'ovest e sul sud dell'isola, la parte più spettacolare e accessibile, scelta apposta per permettere di vivere l'Islanda anche in pochi giorni e senza spendere una fortuna. L'autunno è la stagione perfetta: le giornate sono ancora abbastanza lunghe per esplorare, ma ogni sera avremo una concreta possibilità di assistere a uno degli spettacoli naturali più belli del pianeta, l'aurora boreale. E quando le previsioni saranno favorevoli ci lanceremo a inseguirla, cercando di interpretare previsioni meteo, indice Kp e direzione del vento.

Il vero spirito Oltre emerge però nei fuori programma. Riluttanti all'idea di una "Blue Lagoon" presa d'assalto dai turisti, noi ci tufferemo nelle pozze geotermiche gratuite disperse nel nulla, correndo in costume tra vento, pioggia, freddo e fango. Cucineremo quasi ogni sera negli appartamenti dove dormiremo, condivideremo la spesa, faremo il bagno sotto le cascate gelide, lanceremo asce in un ristorante a tema vichingo e rideremo (ma non troppo) quando il vento proverà a ribaltare le portiere dell'auto.

Non è il viaggio giusto se cerchi la vacanza di lusso o il pacchetto preconfezionato di GetYourGuide. Lo è se pensi che l'Islanda sia ancora più bella quando la vivi con un pizzico di improvvisazione, tanta ironia e un gruppo di persone pronte a trasformare anche una corsa sotto la pioggia in uno dei ricordi più belli del viaggio.

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MOLDAVIA & TRANSNISTRIA

MOLDAVIA & TRANSNISTRIA

Se vi chiedessimo di indicarci la Moldavia su una cartina, forse ci riuscireste. Se invece vi chiedessimo cos'è la Transnistria, le mani alzate sarebbero molte meno. Ed è proprio per questo che ci andiamo.

Entreremo in Moldavia partendo da Bucarest a bordo dell'ultimo treno sovietico ancora in servizio nell'Unione Europea, per poi immergerci in uno dei Paesi più sconosciuti del continente. A Chișinău scopriremo un'insospettabile capitale dall'anima profondamente sovietica, tra grandi viali, mosaici, architetture moderniste e quell'atmosfera un po' malinconica tipica dell'Europa orientale.

Poi attraverseremo un altro confine. Questa volta entreremo in uno Stato che, ufficialmente, non esiste. La Transnistria (pardon, Pridnestrov'e) è una repubblica autoproclamata nata dopo il crollo dell'URSS, con una propria moneta, un proprio esercito, controlli di frontiera e simboli sovietici ovunque. Esploreremo Tiraspol', Bender e Kitskany cercando di capire come si vive in uno dei territori più particolari d'Europa, senza limitarci ai meme su Lenin e alle falci e martello (che comunque non mancheranno).

Raggiungeremo anche la campagna moldava di Orheiul Vechi, tra monasteri rupestri e villaggi tradizionali, e quando sarà possibile andremo a caccia di vecchi complessi sovietici abbandonati per raccontare anche il lato più decadente del Paese.

Ogni partenza ha poi qualcosa di speciale. A settembre saremo a Tiraspol' durante le celebrazioni dell'indipendenza della Transnistria, con parata militare, concerti e un'atmosfera surreale. A maggio assisteremo alle commemorazioni del Giorno della Vittoria, ancora oggi una delle ricorrenze più sentite nello spazio post-sovietico. A Capodanno festeggeremo invece come si faceva una volta nell'URSS, tra Ded Moroz, alberi decorati, tavolate infinite e la diretta dal Cremlino.

Per chi proprio non riesce a smettere di collezionare stranezze geopolitiche, c'è anche la possibilità di estendere il viaggio in Gagauzia, altra regione autonoma quasi sconosciuta, abitata da un popolo turcofono ma cristiano ortodosso. Perché, da queste parti, le cose semplici evidentemente non sono mai piaciute a nessuno.

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NORVEGIA

NORVEGIA

Questo non è un tour della Norvegia. È un vero road trip nel Grande Nord.

Partiremo da Bodø per raggiungere le isole Lofoten, uno dei luoghi più spettacolari d’Europa, e da lì inizieremo a risalire lentamente verso nord fino a Capo Nord, attraversando montagne che precipitano nel mare, fiordi, tundra e alcune delle strade panoramiche più belle del pianeta. Saliremo sulla Reinebringen, scopriremo spiagge quasi caraibiche, raggiungeremo villaggi di pescatori come Henningsvær, esploreremo l'isola di Senja e, se il mare lo permetterà, usciremo alla ricerca dei capodogli. Se le condizioni non saranno favorevoli, nessun problema: sa sempre come ripagarti, e ci spingeremo tra i paesaggi spettacolari del fiordo di Lyngen.

La vera esperienza però è il modo in cui vivremo tutto questo. Per quasi tutto il viaggio dormiremo in tenda, non perché costi meno ma perché è semplicemente il modo migliore di vivere la Norvegia. Monteremo il campo ogni sera in campeggi attrezzati o in pieno wild camping, approfittando dell’allemannsretten, il diritto di accesso alla natura che permette di piantare la tenda praticamente ovunque nel rispetto dell’ambiente. Ceneremo insieme davanti a un fornello da campeggio, faremo grigliate quando possibile e ci addormenteremo sotto un sole che, in estate, semplicemente si rifiuta di tramontare.

Il momento più emozionante arriverà alla fine: molti si accontentano della classica foto al globo di Capo Nord, noi no. Indossiamo gli scarponi e proseguiamo a piedi fino a Knivskjellodden, il vero punto più settentrionale dell'Europa continentale. Davanti a noi ci saranno solo il Mare di Barents, le Svalbard e il Polo Nord.

È un viaggio essenziale, spartano e fisico. Si cammina tanto, si dorme in tenda, si cucina insieme e ci si adatta al meteo, che qui decide sempre. Ma è proprio questo il bello: per una settimana ci dimenticheremo della routine e vivremo il Nord nel modo più autentico possibile, così come dovrebbe essere fatto un viaggio da queste parti.

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REPUBBLICHE BALTICHE

REPUBBLICHE BALTICHE

A prima vista Estonia, Lettonia e Lituania sembrano aver voltato completamente pagina: centri storici restaurati, caffetterie nordiche, startup tech, tram moderni e un'identità europea fortissima. Basta tuttavia allontanarsi di qualche decina di chilometri perché il contesto cambi radicalmente.

È lì che inizia il viaggio.

Oltre alle splendide capitali baltiche, andremo alla ricerca dell'eredità lasciata dall'Unione Sovietica in questi Paesi: città monoindustriali sorte dal nulla e ormai in declino, centrali nucleari, ex basi missilistiche, bunker segreti, quartieri prefabbricati e villaggi dove il russo continua a essere la lingua più parlata. Insomma, luoghi che raccontano un passato ancora sorprendentemente vicino e che raramente finiscono negli itinerari turistici.

Attraverseremo tutte e tre le Repubbliche Baltiche con un vero e proprio on the road invernale, passando da Visaginas, nata per servire la centrale di Ignalina, alle inquietanti parabole delle basi radioastronomiche della Curlandia, dai bunker nascosti tra le foreste lettoni fino agli avamposti sovietici dell'Estonia settentrionale, sospesi tra Europa e Russia. Arriveremo infine a Narva, dove il fiume segna il confine con la Federazione Russa e due mondi si osservano da poche decine di metri di distanza.

È un viaggio perfetto per chi ama il decadentismo post-sovietico, la geopolitica contemporanea, l'urbanistica e quei luoghi che sembrano vivere in un limbo tra passato e futuro. Perché le Repubbliche Baltiche non sono soltanto Vilnius, Riga e Tallinn: sono uno dei posti migliori al mondo per osservare, quasi in tempo reale, cosa succede quando un impero scompare.

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Asia

L'Asia è il cuore pulsante di Oltre. Un continente talmente vasto da sembrare un pianeta a sé: città futuristiche, montagne altissime, deserti, monasteri, steppe, popoli nomadi, zone di guerra e confini che dividono etnie, lingue, alfabeti, religioni. Qui non si finisce mai di esplorare e rimanere stupiti. Non che avessimo alcuna intenzione di provarci.

AFGHANISTAN

AFGHANISTAN

Per decenni l’Afghanistan è stato raccontato quasi esclusivamente attraverso guerre, attentati e titoli di giornale. Eppure, dietro a quella narrazione esiste un Paese che per secoli è stato un crocevia di popoli, imperi, religioni e rotte commerciali. Un luogo che ha visto passare Alessandro Magno, i seguaci di Buddha, i mongoli, i persiani, gli inglesi, i sovietici e gli americani. E che ancora oggi nonostante tutto conserva un'identità fortissima.

Questo non è un viaggio pensato per collezionare luoghi famosi, ma semmai per capire, con profondo rispetto e consapevolezza, uno dei Paesi più affascinanti e fraintesi del mondo. Attraverseremo città antichissime, mercati, moschee, vallate montane e luoghi che fino a pochissimi anni fa erano irraggiungibili. Incontreremo persone che raramente vedono turisti e proveremo a osservare l'Afghanistan per quello che è davvero, al di là degli stereotipi.

Non aspettarti affatto comfort occidentali o itinerari patinati. Aspettati invece giornate intensissime, una cultura sorprendentemente ospitale e la sensazione costante di trovarti in un posto che la maggior parte delle persone conosce soltanto attraverso uno schermo. E indovina un po', è proprio questo il motivo per cui siamo qui.

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ARMENIA

ARMENIA

L'Armenia è uno di quei Paesi che riesce a sorprendere continuamente. Arrivi aspettandoti monasteri medievali e montagne (e li trovi), poi però ti imbatti in vecchi osservatori astronomici sovietici, giganteschi radar abbandonati, busti di Lenin dimenticati nei villaggi, case della cultura, sanatori, mosaici, città industriali e paesaggi che cambiano nel giro di poche decine di chilometri.

È proprio questa l'Armenia che vogliamo raccontare.

Il nostro itinerario tocca i luoghi più belli in senso classico, da Erevan a Tatev, dal lago Sevan a Noravank, passando per Gyumri, Dilijan, Garni e Khor Virap, ma è nelle deviazioni che il viaggio cambia davvero volto. Esploreremo enormi e inquietanti radiotelescopi costruiti durante la Guerra Fredda, centri estivi dei Giovani Pionieri ormai inghiottiti dalla vegetazione, vecchi complessi industriali e i tanti piccoli dettagli che raccontano cosa significasse vivere nella RSS Armena.

Il fiore all'occhiello però è il Syunik, una regione isolata dal resto del Paese da montagne altissime, schiacciata dalle mire espansionistiche dell'Azerbaigian e storicamente proiettata verso la Persia più che verso il Caucaso. Scenderemo fino a Meghri, una cittadina sorprendente incastonata tra le montagne, dove dedicheremo un'intera giornata a esplorare uno degli angoli più remoti e affascinanti dell'Armenia. A pochi metri da noi scorrerà il fiume Aras, oltre il quale comincia l'Iran. Il paesaggio culturale, il clima, la vegetazione e perfino l'atmosfera cambiano improvvisamente, in una lingua di terra i cui delicati confini sono stati tracciati di fatto solo in tempi recentissimi.

Come sempre non ci interessa collezionare monumenti ma capire i luoghi. Per questo parleremo della storia e della cultura millenaria dell'Armenia, della sua identità, del genocidio, dell'eredità sovietica, del terremoto del 1988 e della posizione geopolitica delicatissima che ancora oggi la rende uno dei posti più interessanti del Caucaso.

Se cerchi il classico tour dei monasteri, probabilmente questo non fa per te. Se invece vuoi vedere l'Armenia nella sua interezza, dai villaggi dove Lenin è ancora in piazza fino al remoto confine con l'Iran, allora preparati a uno dei viaggi più sorprendenti che abbiamo mai costruito

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CINA

CINA

La Cina è considerabile un vero e proprio continente, non solo a causa della sua ampiezza geografica. Ogni provincia cambia paesaggio, cucina, lingua, architettura e atmosfera. Per questo abbiamo costruito un itinerario quasi interamente in treno, il modo migliore per osservare la parte più rappresentativa di questo gigantesco mosaico trasformarsi fuori dal finestrino.

Partiremo da Pechino, capitale della Repubblica Popolare, tra Tienanmen, hutong e una sezione della Grande Muraglia lontana dalle folle, per poi raggiungere Shanghai, simbolo della Cina moderna e verticale. Ma è quando ci lasceremo alle spalle le grandi metropoli che inizierà la parte più sorprendente del viaggio.

Esploreremo l’Hunan, tra la Changsha di Mao Zedong, gli antichi borghi di Furong e Fenghuang e le montagne del parco nazionale di Zhangjiajie, il paesaggio che ha ispirato il film Avatar. Più a sud, nel Guangxi, ci aspettano Guilin, il fiume Li e Yangshuo, prima di concludere il viaggio tra l’energia indescrivibile di Chongqing e la cultura rilassata di Chengdu con le sue case del tè.

Come sempre, però, non ci limitiamo ai grandi classici. Lungo il percorso andremo a cercare qua e là anche quella Cina che spesso passa inosservata: piccoli dettagli che raccontano il grande rinascimento della nazione cinese e luoghi che aiutano a capire come un Paese uscito da una rivoluzione sia diventato una superpotenza tecnologica nel giro di pochi decenni.

È un viaggio nella Cina più classica, dal ritmo intenso ma abbastanza accessibile, tuttavia non per questo banale. Perché la vera Cina non è soltanto quella delle cartoline o dei grattacieli, ma quella che cambia continuamente volto, costringendoti a rimettere in discussione tutto quello che pensavi di sapere.

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GEORGIA

GEORGIA

La Georgia riesce a mettere d’accordo praticamente tutti: chi cerca montagne spettacolari le trova, chi ama la storia pure, chi viaggia per il cibo probabilmente non vorrà più tornare a casa. Noi abbiamo semplicemente deciso di aggiungerci tutto il resto.

Partiremo da Tbilisi, una capitale irresistibile dove convivono antiche chiese, architetture brutaliste, cortili decadenti e tracce della storia sovietica praticamente a ogni angolo. Attraverseremo il Kakheti, culla del vino georgiano, raggiungeremo Kazbegi lungo una delle strade panoramiche più belle del Caucaso, visiteremo Mtskheta, Uplistsikhe e Gori, città natale di Stalin. Ma il nostro itinerario continua dove molti altri si fermano…

Andremo a cercare la Georgia meno conosciuta: i villaggi sperduti dello Svaneti che raggiungeremo attraverso la remota strada via Lentekhi, il confine con l’Abcasia e quello con l’Ossezia del Sud, dove il conflitto del 2008 è ancora una presenza concreta. Entreremo in un piccolo museo della guerra allestito nel seminterrato di una casa privata, cercheremo vecchi busti di Lenin dimenticati lungo le strade, statue di Stalin sopravvissute alla destalinizzazione, cimiteri della Grande Guerra Patriottica ormai ignorati da tutti e scorci che raccontano un passato molto più complesso di quanto spesso non si voglia ricordare.

Poi, scesi nel verdissimo Imereti, arriverà uno degli highlight assoluti del viaggio: Tskhaltubo. Faremo urbex negli immensi sanatori di questa vecchia località termale dell’élite sovietica, oggi in gran parte abbandonati o abitati dai profughi della guerra in Abcasia, e ci concederemo perfino un bagno nella vecchia vasca termale di uno di questi edifici. Un’esperienza che riassume perfettamente lo spirito di Oltre: un po’ folle, decisamente fuori dai circuiti e impossibile da dimenticare.

E poi c’è tutto il resto; le tavolate infinite, i brindisi rituali, il vino georgiano, i khinkali, il khachapuri e quell’ospitalità quasi disarmante che rende la Georgia uno dei Paesi più accoglienti al mondo. Alla fine del viaggio ti renderai conto che il ricordo più forte non sarà solo un paesaggio o un monumento, ma il modo in cui questo piccolo Paese riesce a farti sentire a casa, pur trovandoti sui confini tra Europa e Asia.

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GIAPPONE

GIAPPONE

Il Giappone è uno di quei Paesi che tutti sognano. Noi abbiamo cercato di costruire un itinerario che facesse convivere i suoi grandi classici con un ritmo diverso, più lento, lasciando spazio anche a quei luoghi che spesso vengono sacrificati per aggiungere l’ennesima attrazione “overturistica” in città.

Partiremo da Osaka e Kyoto, ma grazie alla nostra tour leader, che vive proprio qui, andremo oltre i percorsi più battuti alla scoperta di templi meno conosciuti, quartieri tranquilli e angoli che difficilmente si trovano in un itinerario standard. Faremo anche lo shukubō, la tradizionale esperienza di dormire ospitati dai monaci sul monte Kōya, uno dei luoghi più sacri del buddhismo giapponese, dove il tempo sembra scorrere con un ritmo completamente diverso.

Dal Kansai il viaggio proseguirà verso le Alpi Giapponesi, attraversando la Kanazawa dei samurai, le case di paglia di Shirakawa-go e l’atmosfera d’altri tempi di Takayama. Cammineremo lungo l’antica via Nakasendō tra Magome e Tsumago, due villaggi perfettamente conservati dove, fino a pochi secoli fa, passavano samurai, mercanti e pellegrini diretti a Edo. Se il meteo sarà dalla nostra parte, ci fermeremo anche ai piedi del monte Fuji per ammirare uno dei simboli del Giappone nel suo contesto più spettacolare, in una località lontana dalle folle di turisti.

Solo alla fine arriveremo a Tokyo, una delle metropoli più affascinanti del pianeta, dove tradizione e futuro convivono senza mai pestarsi i piedi. Tra shinkansen, giardini zen, vicoli pieni di lanterne, grattacieli e santuari nascosti, ci renderemo conto che il Giappone non è un Paese di contrasti, ma un luogo in cui tutto riesce incredibilmente a stare insieme in modo armonioso. Ed è proprio questo che lo rende impossibile da dimenticare.

Non ti basta? Nelle date autunnali potremo scoprire questi luoghi con i colori vivacissimi del foliage e avere l’impressione di trovarci in un dipinto, mentre in primavera i fiori di ciliegio faranno da sfondo alle nostre giornate.

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GIORDANIA

GIORDANIA

La Giordania è probabilmente il modo migliore per innamorarsi del Medio Oriente. È accogliente, sicura, facile da esplorare e racchiude in un territorio relativamente piccolo una quantità incredibile di storia, paesaggi e culture. Ma soprattutto è un Paese che dà il meglio di sé quando lo si percorre in macchina, fermandosi dove viene voglia e lasciando che siano le strade a raccontarlo.

Per questo il nostro non è il classico tour con pullman, guida che parla al microfono e alberghi tutti uguali. Partiremo piuttosto a bordo della nostra auto a noleggio, attraverseremo Amman, le rovine romane di Jerash, i mosaici cristiani di Madaba, il Monte Nebo e il Mar Morto, dove faremo il bagno in una spiaggia libera invece che in un resort. Scenderemo poi verso il castello crociato di Kerak e, naturalmente, dedicheremo tutto il tempo necessario a Petra, uno dei siti archeologici più straordinari del pianeta.

L’ultima parte del viaggio è quella che a noi è rimasta nel cuore più di tutte. Entreremo nel Wadi Rum, uno dei deserti più spettacolari del Medio Oriente, dove dormiremo in un campo beduino e attraverseremo le sue distese di sabbia rossa a bordo di pick-up guidati dalla gente del posto. Niente bubble hotel, glamping di lusso o esperienze costruite per Instagram: preferiamo sostenere chi il deserto lo ha sempre vissuto e rinunciamo volentieri anche al giro in cammello, che non riteniamo un’attrazione etica.

Chiuderemo il viaggio ad Aqaba, affacciati sul Mar Rosso, dopo una settimana trascorsa tra città arabe, siti biblici, fortezze, canyon e deserti. È un itinerario perfetto per chi vuole avvicinarsi al mondo arabo per la prima volta, ma è anche un promemoria che i viaggi migliori non sono quelli in cui qualcuno ti porta da un punto A a un punto B, ma piuttosto quelli in cui ti sporchi un po’ le scarpe, prendi una strada secondaria e scopri che spesso era proprio quella giusta.

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HOKKAIDO & TOHOKU

HOKKAIDO & TOHOKU

Questo non è il Giappone delle folle, delle file infinite e delle foto tutte uguali. È un viaggio nella sua parte più settentrionale, dove l’inverno cambia completamente il paesaggio e anche il modo di viverlo. L’isola di Hokkaido e la regione del Tohoku, nel nord dell’Honshu, sono tra le zone meno esplorate dai viaggiatori occidentali: montagne innevate, onsen fumanti, città di mare, villaggi tranquilli e un’atmosfera che sembra lontana anni luce dall’overtourism dei circuiti più classici.

Partiremo dalla fredda Sapporo, ci rilasseremo nelle acque termali di Noboribetsu, attraverseremo il sud dell’Hokkaido fino a Hakodate e poi scenderemo nel Tohoku, una delle aree culturalmente più affascinanti del Paese del Sol Levante. Aomori, Morioka e Sendai ci mostreranno un Giappone quotidiano, autentico e sorprendentemente poco turistico, fatto di quartieri locali, cucina incredibile e persone abituate a convivere con metri di neve ogni inverno.

Naturalmente non mancherà Tokyo, dove concluderemo il viaggio tornando gradualmente alla modernità. Sarà il contrasto perfetto dopo giorni trascorsi tra paesaggi bianchi, treni che attraversano montagne innevate e città in cui il tempo sembra scorrere con un ritmo completamente diverso.

È un itinerario pensato per chi vuole lasciarsi stupire da un Giappone diverso, non quello fatto di attrazioni da spuntare dalla lista, con meno turismo di massa e più atmosfera. Magari per una seconda visita nel Paese, ma non necessariamente. E sì, preparatevi a indossare tre strati di vestiti e riempire la galleria del telefono di paesaggi completamente bianchi.

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KAZAKISTAN

KAZAKISTAN

Troppa poca gente sa collocare il Kazakistan su una mappa, eppure è il nono Paese più grande al mondo. Un gigante misterioso dove i paesaggi cambiano continuamente: montagne glaciali, laghi turchesi, canyon, steppe sterminate, deserti lunari e città nate grazie all'industrializzazione sovietica. È un viaggio che dà continuamente la sensazione di andare "più in là", oltre le rotte del turismo di massa.

Partiremo da Almaty, ex capitale del Paese ai piedi dei monti del Tian Shan, per poi esplorare alcuni dei paesaggi più spettacolari dell'Asia centrale: il canyon di Čaryn, i laghi Kol'saj e Kaindy e il remoto Parco Nazionale di Altyn-Emel, dove la natura sembra aver dimenticato l'esistenza dell'uomo. Poi saliremo a bordo di un autentico treno notturno made in USSR, un'esperienza che da sola vale il viaggio, attraversando la steppa fino a Turkistan e Shymkent, dove la storia dell'Asia centrale si intreccia con il recente e affascinante passato sovietico.

Il gran finale è però il Mangystau. Tre giorni di roadtrip selvaggio, dormendo tra tende e jurte, nel luogo più alieno di tutto il Kazakistan. Canyon bianchi, montagne scolpite dal vento, sfere di roccia gigantesche, moschee rupestri e scogliere che sembrano appartenere a un altro pianeta. Qui non ci sono città, quasi non esistono strade e il telefono avrà smesso di prendere da un pezzo. È il tipo di posto che ti fa capire quanto il mondo sia ancora enorme.

È un viaggio che unisce natura, archeologia, antropologia e una buona dose di nostalgia sovietica. Perché il Kazakistan non è solo un insieme di paesaggi fotogenici, ma uno dei posti migliori al mondo per vedere come la steppa, il nomadismo e l'eredità dell'URSS convivano ancora oggi nello stesso Paese. Un itinerario che riesce a essere veramente avventuroso senza mai perdere di vista il contesto storico e culturale che rende tutto ancora più interessante.

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KIRGHIZISTAN

KIRGHIZISTAN

Se dovessimo scegliere un solo viaggio per spiegare cosa significa davvero Oltre, probabilmente sceglieremmo questo. Il Kirghizistan è il perfetto equilibrio tra avventura, natura, antropologia e nostalgia sovietica. È il Paese delle montagne senza fine, delle strade sterrate che sembrano non portare da nessuna parte, dei pastori nomadi che ancora vivono nelle jurte e degli insediamenti minerari semiabbandonati, dove il tempo sembra essersi fermato trent’anni fa.

Partiremo da Bishkek per attraversare il Paese da nord a sud senza mai tornare sui nostri passi, cosa che pochissimi itinerari fanno. Toccheremo la torre di Burana, le montagne del Tian Shan, il lago Ysyk-Köl, i canyon di Skazka e le rocce rosse di Jeti-Ögüz, assisteremo all’antica tradizione dell’addestramento delle aquile da caccia e dormiremo sulle sponde del lago Songköl, ospiti di una famiglia nomade. Poi arriverà la parte davvero wild: una delle strade più isolate e spettacolari dell’Asia Centrale ci porterà attraverso passi d’alta quota fino a Kazarman, ex centro minerario sovietico in cui arrivano pochissimi viaggiatori. È uno di quei posti che da soli valgono il viaggio.

Il gran finale è il Pamir kirghiso. Da Sary Mogul partiremo per un trekking di due giorni che ci porterà ai piedi del leggendario Picco Lenin, uno dei Settemila più accessibili al mondo. Dormiremo al campo base, e chi se la sentirà potrà spingersi fino al campo 1, circondato da ghiacciai e montagne immense. Concluderemo il viaggio a Osh, storica città della Via della Seta, crocevia di popoli e culture.

E per chi pensa che l’avventura non sia ancora abbastanza, c’è l’add-on. Tre giorni in cui esploreremo il lato più assurdo e sconosciuto del Kirghizistan: la radioattiva Mayluu-Suu, dove si estraeva l’uranio per il programma nucleare sovietico, la valle di Toktogul dove la cannabis cresce spontanea, la gigantesca testa di Lenin di Talas e il famigerato tunnel del passo Töö-Ashuu, conosciuto da tutti come il “Tunnel della Morte”. È il Kirghizistan più estremo, quello che difficilmente troverai in una guida turistica.

Molti vengono qui per vedere laghi e montagne. Noi anche. Ma soprattutto veniamo per capire come vivono i nomadi oggi, per attraversare una delle ultime grandi terre davvero selvagge dell’Eurasia e per scoprire un pezzo di ex Unione Sovietica che il turismo continua (quasi) a ignorare. Ed è proprio questo mix a rendere il Kirghizistan uno dei viaggi più amati di tutto il catalogo Oltre.

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KUMANO KODO

KUMANO KODO

Il Kumano Kodō non è un trekking qualsiasi. È, insieme a quello di Santiago, uno dei due cammini di pellegrinaggio patrimonio UNESCO e, da oltre mille anni, conduce imperatori, monaci e pellegrini attraverso le montagne della penisola di Kii. Noi lo percorreremo con lo zaino in spalla, dormendo nei piccoli villaggi di montagna e seguendo gli stessi sentieri di pietra che il Giappone percorre da secoli.

Prima di partire entreremo subito nello spirito del viaggio con una notte in shukubō sul monte Kōya, il cuore del buddhismo Shingon. Dormire in un tempio, partecipare alle preghiere dei monaci e passeggiare nel suggestivo cimitero di Okuno-in sarà il modo perfetto per lasciare alle spalle il ritmo frenetico delle città e immergerci nel Giappone più spirituale.

Da lì inizieranno cinque giorni di cammino. Attraverseremo foreste di cedri secolari, antichi passi di montagna, piccoli villaggi dove il tempo sembra essersi fermato e onsen naturali in cui rilassare le gambe dopo ogni tappa. Da Chikatsuyu a Hongū, fino a Yunomine e Nachi, ogni giornata avrà un ritmo semplice: si cammina, si mangia bene, si chiacchiera, si osserva il paesaggio cambiare lentamente. Non è una gara e non serve essere escursionisti esperti, ma solo avere voglia di vivere il viaggio con lentezza.

Il pellegrinaggio culminerà al santuario di Nachi Taisha, affacciato sulla cascata più alta del Giappone, una delle immagini più iconiche dell’intero Paese. Da qui raggiungeremo la costa di Kii-Katsuura e infine il terzo grande santuario di Kumano, Hayatama Taisha, completando simbolicamente il percorso dei Tre Grandi Santuari, cuore spirituale dello shintoismo giapponese.

È un viaggio diverso da qualsiasi altro in Giappone. Non si corre da un’attrazione all’altra, non si collezionano quartieri e insegne luminose. Si cammina. Si rallenta. Si attraversa un Paese che vive ancora di boschi sacri, sorgenti termali e antichi rituali, . E alla fine ci si accorge che la parte più bella del Kumano Kodō non è la meta: è il cammino stesso.

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LIBANO & SIRIA

LIBANO & SIRIA

Ci sono viaggi che ti fanno vedere posti belli, altri che ti costringono a rimettere in discussione tutto quello che pensavi di sapere. Il nostro viaggio in Libano e Siria appartiene a questa seconda categoria.

Per anni li abbiamo conosciuti solo attraverso immagini di guerra, crisi e distruzione. Eppure, dietro a quelle immagini esistono due Paesi di una ricchezza culturale impressionante, dove convivono comunità religiose diversissime, città millenarie, siti archeologici tra i più importanti del pianeta e persone che, nonostante tutto, continuano ad accogliere i visitatori con un'ospitalità difficile da spiegare a parole.

In Libano alterneremo la vivacità quasi mediterranea di Beirut ai quartieri che raccontano le ferite del Paese, visiteremo il campo profughi palestinese di Shatila, le cittadine della costa, le montagne della valle di Qadisha, i cedri simbolo della nazione e l'immensa Baalbek, nella valle della Beqa'. Non ci limiteremo però alle cartoline: entreremo anche nel Libano più politico e controverso, visitando uno dei memoriali della resistenza di Hezbollah nel sud del Paese, un luogo che racconta un pezzo fondamentale della storia recente della regione.

Poi attraverseremo il confine e inizierà una delle avventure più intense dell'intero catalogo Oltre. Damasco, Homs, Hama, Aleppo, Idlib e Palmyra non sono semplicemente nomi studiati sui libri di storia, ma città che negli ultimi anni sono finite al centro degli eventi che hanno cambiato la geopolitica dell'Asia sud-occidentale. Passeggiare nei loro suq, osservare gli edifici ancora segnati dalla guerra, parlare con chi è rimasto e vedere lentamente la vita riprendersi i propri spazi è qualcosa che lascia il segno molto più di qualsiasi documentario.

Non sarà sempre un viaggio leggero. Ci saranno momenti bellissimi e altri inevitabilmente più duri. Ed è giusto così, perché capire davvero questi luoghi significa anche accettare di guardarli nella loro complessità, senza filtri e senza semplificazioni.

Lo faremo con un tour leader che conosce bene l'area, spostandoci in auto, con un itinerario pensato per massimizzare il tempo a disposizione e raggiungere luoghi che molti operatori nemmeno prendono in considerazione. Il risultato sarà un viaggio sorprendentemente accessibile, intenso dal primo all'ultimo giorno e probabilmente uno di quelli destinati a rimanere più a lungo nella memoria.

Non è un viaggio per collezionare fotografie. È un viaggio per tornare a casa con molte meno certezze e molte più domande. E, secondo noi, sono proprio questi i viaggi che vale la pena fare.

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MONGOLIA

MONGOLIA

Un viaggio incredibile dal focus antropologico oltre che naturalistico. Questa è la nostra Mongolia, una terra in cui la natura è immensa, certo, ma dove il ricordo più forte non saranno le dune o le montagne, bensì le persone con cui condivideremo il viaggio.

Saremo ospiti ogni notte delle famiglie nomadi, dormendo nelle loro ger, mangiando con loro e osservando da vicino uno stile di vita che, nonostante la modernità, continua a seguire i ritmi della steppa. Tra un tè con latte di capra, gli altarini buddhisti presenti in ogni tenda, il tabacco da fiuto offerto in segno di ospitalità, i cani da guardia, le mandrie e i racconti dei nostri fixer locali, scopriremo una Mongolia reale che raramente viene mostrata nelle brochure.

Naturalmente non mancheranno i grandi paesaggi: la steppa, i canyon, le dune di sabbia nel cuore del Gobi e nel più piccolo deserto di Elsen Tasarkhaj, le spettacolari Flaming Cliffs e la verdissima Valle dell'Orkhon, dove ci fermeremo due notti per rallentare il ritmo e vivere davvero il luogo. Ci muoveremo sempre a bordo di un'iconica UAZ Bukhanka, l'instancabile "pagnotta" (anche se a noi sembra più un frigorifero) sovietica su ruote che qui continua a essere il mezzo perfetto per affrontare piste, guadi e centinaia di chilometri senza asfalto.

Poi, quando penserete di aver capito la Mongolia, il viaggio cambierà completamente volto. Saliremo verso il nord industriale, andando a cercare le tracce della Repubblica Popolare Mongola, stato satellite dell'URSS, tra Erdenet, Darkhan e Ulaanbaatar: mosaici, monumenti, quartieri socialisti, basi militari, fabbriche e una storia che quasi nessun tour racconta. Infine torneremo nella capitale a bordo della leggendaria ferrovia Transmongolica, viaggiando insieme ai passeggeri locali su vecchi vagoni costruiti nella Germania Est.

Per chi non ne avrà ancora abbastanza, il viaggio può continuare tra i monti Altaj, nella Mongolia kazaka delle aquile, dei ghiacciai e dei grandi spazi alpini, verso il triplice punto di confine con Cina e Russia.

La nostra Mongolia è profondamente nomade, sorprendentemente sovietica e incredibilmente umana. Un viaggio in cui il paesaggio è spettacolare, ma il vero lusso sarà avere il privilegio di entrare, anche solo per qualche giorno, nella quotidianità di uno degli ultimi popoli realmente nomadi del pianeta.

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PAKISTAN

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SOCOTRA

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TAGIKISTAN

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Quando si parla di Tagikistan, quasi tutti pensano alla strada del Pamir. E hanno ragione: è una delle più leggendarie del pianeta. Ma ridurre il Tagikistan al solo Pamir sarebbe come visitare l'Italia fermandosi a Venezia.

Per questo il nostro itinerario parte dall'ovest del Paese, praticamente ignorato dal turismo internazionale ma ricchissimo di storia, atmosfere sovietiche e paesaggi sorprendenti. Esploreremo Khujand, già Leninabad, una delle città più affascinanti dell'Asia Centrale. Dormiremo all'ombra di un colossale Lenin a Istaravshan, attraverseremo gli insediamenti minerari dimenticati di Sarvoda e Zeravshan-II, e passeremo due notti in autentici sanatori sovietici come il leggendario Khoja Obi Garm, enorme complesso brutalista immerso nelle montagne dove ancora oggi si praticano i controversi bagni al radon, una delle esperienze più surreali che l'otdykh sovietico abbia lasciato in eredità. Nel mezzo ci aspettano i monti Fan: laghi turchesi sconosciuti ai più, verdi vallate e panorami che ricordano più le Alpi che l'immaginario arido dell'Asia Centrale.

Dopo una tappa a Dushanbe arriva la seconda metà del viaggio, quella che tutti sognano. Il Pamirskij Trakt ci condurrà lungo il confine afghano attraverso villaggi ismailiti, altopiani remoti, passi oltre i 4000 metri e paesaggi che sembrano appartenere a un altro pianeta. Seguiremo il corridoio di Wakhan fino alle porte della Cina, attraverseremo la remota regione del Pamir orientale e termineremo la nostra avventura a Osh, in Kirghizistan, dopo aver percorso una delle grandi strade leggendarie del mondo.

Un viaggio ruvido, remoto e profondamente diverso da qualsiasi altra cosa troverai in Asia. E probabilmente uno dei modi migliori per capire perché l'Asia Centrale crea dipendenza.

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TAIWAN

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THAILANDIA

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TURCHIA

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TURKMENISTAN

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UZBEKISTAN

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YUNNAN

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Africa

Molto più vicina di quanto sembri e molto più complessa di quanto raccontino gli stereotipi. Ci interessano le città, la storia, la cultura e le persone almeno tanto quanto i paesaggi. Per ora esploriamo il Nord, dove il Mediterraneo lascia spazio al mondo arabo e si fonde col deserto del Sahara e le sue culture.

TUNISIA

TUNISIA

Tra Marocco, Egitto e Tunisia, l'ultima è probabilmente il Paese più sottovalutato. Per molti coincide con un villaggio turistico sul mare e un'escursione nel deserto, ma noi faremo esattamente il contrario: prenderemo un'auto e la attraverseremo tutta, dal Mediterraneo fino alle dune del Sahara, osservando il territorio cambiare chilometro dopo chilometro.

Si parte dalla bellissima Tunisi, tra la medina, le rovine di Cartagine e il bianco e blu di Sidi Bou Saïd. Poi, lasciata la costa, il viaggio cambia ritmo. Arrivano Qayrawan, una delle città sante del mondo islamico, le oasi di montagna, Tozeur e Nafta, dove il paesaggio inizia lentamente a trasformarsi, più qualche chicca molto nel nostro stile, come Sidi Bouzid e il monumento al martire che ispirò le Primavere arabe, nel luogo dove ebbero inizio. Attraverseremo il surreale Chott el Jérid, l'immensa distesa di sale che dà luogo ai miraggi, fino a raggiungere il Sahara.

Qui niente resort nel deserto né spettacoli preparati per i turisti. Saliremo invece su un pick-up guidato da un beduino e ci accamperemo tra le dune, dove passeremo la notte sotto le stelle. Il giorno dopo continueremo attraverso i villaggi berberi diroccati del sud, tra antichi ksar e strade di montagna, fino a Chenini, probabilmente il luogo più suggestivo. Dormire in questo villaggio rupestre, quando ormai i gruppi organizzati sono ripartiti da un pezzo, è uno di quei momenti che da soli valgono il viaggio.

L'ultima parte del roadtrip ci riporterà lentamente verso il mare, passando per l'anfiteatro romano di El Jem, le città costiere di Monastir e Susa e infine Hammamet, dove ci concederemo un ultimo bagno prima del rientro. E sì, passeremo anche dalla tomba di Bettino Craxi, uno di quei dettagli che raccontano quanto la storia italiana e quella tunisina si siano incrociate più volte.

Questo itinerario è pensato per chi vuole conoscere tutti i volti della Tunisia, non semplicemente farsi le foto a dorso di dromedario e godere del suo bel mare. Perché nel giro di una settimana cambiano il paesaggio, l'architettura, il cibo, le tradizioni e perfino i tratti somatici delle persone. È un viaggio che parte in pieno Mediterraneo e tende al cuore dell'Africa. Sarà proprio questa la cosa più sorprendente.

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Centro America

Il Centroamerica per noi significa soprattutto Caraibi, rivoluzioni, identità culturali fortissime e luoghi dove la storia contemporanea è visibile nelle strade. Un'America diversa da quella che immaginiamo di solito, con meno grattacieli e più storie da ascoltare.

CUBA

CUBA

Di Cuba tutti pensano di sapere già tutto: auto americane, sigari, salsa, palme e mojito. Poi uno arriva e scopre un Paese infinitamente più complesso, fatto di contraddizioni, persone resilienti e una quotidianità che non assomiglia a quella di nessun altro luogo al mondo. Per questo non la visiteremo con pullman turistico e resort all inclusive, ma con un autentico roadtrip, dormendo nelle casas particulares (case private che le famiglie locali mettono a disposizione dei turisti), fermandoci dove ci va e vivendo il Paese da dentro.

Dedicheremo all’Avana tutto il tempo che merita, senza limitarci alle uniche due vie fotografate. Passeggeremo tra i quartieri coloniali e quelli popolari, tra i grandi viali della Rivoluzione, i murales, le Chevrolet anni ’50 ma anche le Lada anni '80 ancora in circolazione, la musica latina che esce dalle finestre e gli edifici che raccontano decenni di storia. Nella data del Primo Maggio, assisteremo anche alla grande manifestazione organizzata dal Partito Comunista Cubano: un’esperienza che al di là delle idee politiche è semplicemente unica.

Poi inizierà l'on the road a bordo del nostro carro de renta. Attraverseremo le piantagioni della verdissima Valle de Viñales, raggiungeremo il mare caraibico di Cayo Jutías, passeremo per città coloniali come Cienfuegos, Trinidad, Sancti Spíritus e Remedios, alterneremo spiagge spettacolari a centri storici pieni di vita e ci fermeremo dove il viaggio ci suggerirà di farlo. Fare la coda per la benzina, trovare un ristorante aperto o scambiare ben più di due parole con chi ci ospita farà parte dell’esperienza tanto quanto visitare i luoghi più famosi.

Naturalmente non mancheranno Santa Clara, con il mausoleo del Che Guevara, e una giornata di mare vero, tra Cayo Santa María e la spiaggia pubblica di Varadero, lontani dalla zona hotelera dei Meliá e degli Iberostar. Perché sì, il mare cubano è davvero incredibile, ma sarebbe un peccato fermarsi a quello.

La Cuba dei resort lasciamola dunque ai cataloghi. Questo viaggio, pur senza rinunciare alle tappe turistiche, è pensato per chi è curioso di capire come funziona un Paese socialista nel 2026, di parlare con le persone, di osservare senza pregiudizi e di lasciarsi sorprendere. Il tutto con la giusta dose di leggerezza, un po’ di spirito di adattamento e la consapevolezza che, a Cuba, gli imprevisti non sono un problema ma parte del fascino del viaggio.

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