
CINA
Secoli di storia avvolta nel mistero, metropoli futuristiche, villaggi tradizionali e paesaggi che cambiano a ogni stazione.
Il Viaggio in Breve
La Cina è considerabile un vero e proprio continente, non solo a causa della sua ampiezza geografica. Ogni provincia cambia paesaggio, cucina, lingua, architettura e atmosfera. Per questo abbiamo costruito un itinerario quasi interamente in treno, il modo migliore per osservare la parte più rappresentativa di questo gigantesco mosaico trasformarsi fuori dal finestrino.
Partiremo da Pechino, capitale della Repubblica Popolare, tra Tienanmen, hutong e una sezione della Grande Muraglia lontana dalle folle, per poi raggiungere Shanghai, simbolo della Cina moderna e verticale. Ma è quando ci lasceremo alle spalle le grandi metropoli che inizierà la parte più sorprendente del viaggio.
Esploreremo l’Hunan, tra la Changsha di Mao Zedong, gli antichi borghi di Furong e Fenghuang e le montagne del parco nazionale di Zhangjiajie, il paesaggio che ha ispirato il film Avatar. Più a sud, nel Guangxi, ci aspettano Guilin, il fiume Li e Yangshuo, prima di concludere il viaggio tra l’energia indescrivibile di Chongqing e la cultura rilassata di Chengdu con le sue case del tè.
Come sempre, però, non ci limitiamo ai grandi classici. Lungo il percorso andremo a cercare qua e là anche quella Cina che spesso passa inosservata: piccoli dettagli che raccontano il grande rinascimento della nazione cinese e luoghi che aiutano a capire come un Paese uscito da una rivoluzione sia diventato una superpotenza tecnologica nel giro di pochi decenni.
È un viaggio nella Cina più classica, dal ritmo intenso ma abbastanza accessibile, tuttavia non per questo banale. Perché la vera Cina non è soltanto quella delle cartoline o dei grattacieli, ma quella che cambia continuamente volto, costringendoti a rimettere in discussione tutto quello che pensavi di sapere.
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ARMENIA
L'Armenia è uno di quei Paesi che riesce a sorprendere continuamente. Arrivi aspettandoti monasteri medievali e montagne (e li trovi), poi però ti imbatti in vecchi osservatori astronomici sovietici, giganteschi radar abbandonati, busti di Lenin dimenticati nei villaggi, case della cultura, sanatori, mosaici, città industriali e paesaggi che cambiano nel giro di poche decine di chilometri.
È proprio questa l'Armenia che vogliamo raccontare.
Il nostro itinerario tocca i luoghi più belli in senso classico, da Erevan a Tatev, dal lago Sevan a Noravank, passando per Gyumri, Dilijan, Garni e Khor Virap, ma è nelle deviazioni che il viaggio cambia davvero volto. Esploreremo enormi e inquietanti radiotelescopi costruiti durante la Guerra Fredda, centri estivi dei Giovani Pionieri ormai inghiottiti dalla vegetazione, vecchi complessi industriali e i tanti piccoli dettagli che raccontano cosa significasse vivere nella RSS Armena.
Il fiore all'occhiello però è il Syunik, una regione isolata dal resto del Paese da montagne altissime, schiacciata dalle mire espansionistiche dell'Azerbaigian e storicamente proiettata verso la Persia più che verso il Caucaso. Scenderemo fino a Meghri, una cittadina sorprendente incastonata tra le montagne, dove dedicheremo un'intera giornata a esplorare uno degli angoli più remoti e affascinanti dell'Armenia. A pochi metri da noi scorrerà il fiume Aras, oltre il quale comincia l'Iran. Il paesaggio culturale, il clima, la vegetazione e perfino l'atmosfera cambiano improvvisamente, in una lingua di terra i cui delicati confini sono stati tracciati di fatto solo in tempi recentissimi.
Come sempre non ci interessa collezionare monumenti ma capire i luoghi. Per questo parleremo della storia e della cultura millenaria dell'Armenia, della sua identità, del genocidio, dell'eredità sovietica, del terremoto del 1988 e della posizione geopolitica delicatissima che ancora oggi la rende uno dei posti più interessanti del Caucaso.
Se cerchi il classico tour dei monasteri, probabilmente questo non fa per te. Se invece vuoi vedere l'Armenia nella sua interezza, dai villaggi dove Lenin è ancora in piazza fino al remoto confine con l'Iran, allora preparati a uno dei viaggi più sorprendenti che abbiamo mai costruito
TAGIKISTAN
Quando si parla di Tagikistan, quasi tutti pensano alla strada del Pamir. E hanno ragione: è una delle più leggendarie del pianeta. Ma ridurre il Tagikistan al solo Pamir sarebbe come visitare l'Italia fermandosi a Venezia.
Per questo il nostro itinerario parte dall'ovest del Paese, praticamente ignorato dal turismo internazionale ma ricchissimo di storia, atmosfere sovietiche e paesaggi sorprendenti. Esploreremo Khujand, già Leninabad, una delle città più affascinanti dell'Asia Centrale. Dormiremo all'ombra di un colossale Lenin a Istaravshan, attraverseremo gli insediamenti minerari dimenticati di Sarvoda e Zeravshan-II, e passeremo due notti in autentici sanatori sovietici come il leggendario Khoja Obi Garm, enorme complesso brutalista immerso nelle montagne dove ancora oggi si praticano i controversi bagni al radon, una delle esperienze più surreali che l'otdykh sovietico abbia lasciato in eredità. Nel mezzo ci aspettano i monti Fan: laghi turchesi sconosciuti ai più, verdi vallate e panorami che ricordano più le Alpi che l'immaginario arido dell'Asia Centrale.
Dopo una tappa a Dushanbe arriva la seconda metà del viaggio, quella che tutti sognano. Il Pamirskij Trakt ci condurrà lungo il confine afghano attraverso villaggi ismailiti, altopiani remoti, passi oltre i 4000 metri e paesaggi che sembrano appartenere a un altro pianeta. Seguiremo il corridoio di Wakhan fino alle porte della Cina, attraverseremo la remota regione del Pamir orientale e termineremo la nostra avventura a Osh, in Kirghizistan, dopo aver percorso una delle grandi strade leggendarie del mondo.
Un viaggio ruvido, remoto e profondamente diverso da qualsiasi altra cosa troverai in Asia. E probabilmente uno dei modi migliori per capire perché l'Asia Centrale crea dipendenza.


















