
Taiwan è un’isola con una storia contemporanea parecchio incasinata, un'identità storicamente cinese marchiata dalle influenze coloniali giapponesi e occidentali, metropoli ipertecnologiche e impressionanti montagne coperte di foreste subtropicali. Noi la attraversiamo in treno, facendo il giro completo in senso orario.
Partiamo da Taipei, capitale della non (più) riconosciuta Repubblica di Cina, dove prima ancora dei grattacieli andremo a capire, attraverso la storia che la città racconta, come si è arrivati alla situazione geopolitica attuale: la guerra civile cinese, la fuga del Kuomintang che portò all'indipendenza di fatto nel 1949, Chiang Kai-shek e quel rapporto irrisolto con la Cina continentale che ancora oggi definisce l’identità dell’isola. Poi lasciamo la capitale per le colline di Jiufen, vecchio centro minerario affacciato sul Pacifico, così bello da aver ispirato, pare, la Città Incantata di Miyazaki.
A est ci aspetta una Taiwan completamente diversa. Raggiungiamo l’isola di Guishan, tra acque cristalline e delfini, e poi il Parco Nazionale di Taroko, dove una delle gole più profonde e vertiginose dell’Asia si apre nella roccia per centinaia di metri. Qui il viaggio passa dai treni alle montagne, dalle città alla natura più spettacolare dell’isola. Continuiamo verso sud fino a Kaohsiung, grande metropoli portuale e volto tropicale di Taiwan, prima di risalire verso Chiayi. Da qui ci spingiamo verso le montagne al centro dell'isola. Salendo di quota vedremo la vegetazione tropicale lasciare spazio alle piantagioni di tè oolong di Shizhao, luogo splendido e non turistico dove passeremo la notte, poi alle suggestive foreste di bambù di Fengqihu e infine ai cedri millenari di quella di Alishan, ancora oggi percorsa dalla ferrovia costruita durante il dominio coloniale giapponese, che non mancheremo di prendere per tornare sulla costa.
Prima di tornare faremo tappa a Taichung per scoprire il lato più contemporaneo e creativo della città, tra street art e spazi urbani riconvertiti. Da qui torniamo direttamente all’aeroporto di Taoyuan.
In pochi giorni attraverseremo un’isola che cambia continuamente pelle: cinese e giapponese, tradizionale e ultramoderna, densamente urbanizzata e poi selvaggia. E soprattutto un luogo che vive una condizione politica e identitaria difficilissima da riassumere in una parola. Forse è proprio questo il bello: Taiwan non è semplicemente una versione esotica della Cina, né del Giappone. È Taiwan, e vale la pena scoprirla partendo dalla sua peculiarità.
I posti per questa meta vanno a ruba.
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Tutto quello che devi sapere prima di partire per questa avventura.

La penisola di Corea è terra di contrasti quasi per antonomasia da almeno 70 anni. In questo viaggio ne esploreremo la porzione più meridionale, divisa dalla sua controparte settentrionale con cui è formalmente in guerra dal 1950.
Partiamo da Seoul, capitale della Repubblica di Corea, dove convivono palazzi reali, quartieri storici, grattacieli, insegne al neon e un futuro che sembra essere arrivato in fretta e un po’ prima del previsto. Esploriamo la città nelle sue due anime: quella che racconta secoli di storia e quella che corre già diversi anni avanti rispetto al resto del mondo.
Rifiutandoci categoricamente di visitare la DMZ al confine con la Corea del Nord per una lunga serie di motivi che avremo tutto il piacere di raccontarvi in viaggio, da Seoul scenderemo a Jeonju, dove cambiamo completamente ritmo e contesto. Qui ci infiliamo nella quotidianità coreana, tra mercati, cucina e vicoli del centro storico, e dormiamo in un hanok, una casa tradizionale coreana. Poi continuiamo verso Busan, città portuale e veramente gigantesca, dove passiamo dai mercati del pesce alla Chinatown, dalla cultura cinematografica alla costa, fino all’Haedong Yonggungsa, spettacolare tempio costruito direttamente sul mare.
Da qui prendiamo un volo interno e diamo ufficialmente inizio alla seconda parte del viaggio: Jeju. Lontana dall’immagine della Corea fatta soltanto di Seoul, K-pop e grattacieli, l’isola di Jeju è un po' un mondo a sé: vulcani, coste battute dall’oceano, sentieri e paesaggi modellati da eruzioni e vento. Ma Jeju ha anche una storia molto più pesante di quella raccontata dalle sue cartoline: un’isola che fu teatro di una violenta repressione politica e di un massacro che ancora oggi fa parte della sua memoria. In questo posto spesso snobbato dagli itinerari più classici noi passeremo tre notti, esplorando l'isola (che merita davvero!) senza limitarci ai punti segnati sulle guide, prima di tornare a Seoul.
Il nostro è un viaggio che attraversa la Corea ipertecnologica e quella tradizionale, le metropoli e le campagne, i templi sul mare e i vulcani, la quotidianità e una storia spesso molto meno patinata di come viene raccontata. Se ti abbiamo incuriosito, ci vediamo là.

La Cina è considerabile un vero e proprio continente, non solo a causa della sua ampiezza geografica. Ogni provincia cambia paesaggio, cucina, lingua, architettura e atmosfera. Per questo abbiamo costruito un itinerario quasi interamente in treno, il modo migliore per osservare la parte più rappresentativa di questo gigantesco mosaico trasformarsi fuori dal finestrino.
Partiremo da Pechino, capitale della Repubblica Popolare, tra Tienanmen, hutong e una sezione della Grande Muraglia lontana dalle folle, per poi raggiungere Shanghai, simbolo della Cina moderna e verticale. Ma è quando ci lasceremo alle spalle le grandi metropoli che inizierà la parte più sorprendente del viaggio.
Esploreremo l’Hunan, tra la Changsha di Mao Zedong, gli antichi borghi di Furong e Fenghuang e le montagne del parco nazionale di Zhangjiajie, il paesaggio che ha ispirato il film Avatar. Più a sud, nel Guangxi, ci aspettano Guilin, il fiume Li e Yangshuo, prima di concludere il viaggio tra l’energia indescrivibile di Chongqing e la cultura rilassata di Chengdu con le sue case del tè.
Come sempre, però, non ci limitiamo ai grandi classici. Lungo il percorso andremo a cercare qua e là anche quella Cina che spesso passa inosservata: piccoli dettagli che raccontano il grande rinascimento della nazione cinese e luoghi che aiutano a capire come un Paese uscito da una rivoluzione sia diventato una superpotenza tecnologica nel giro di pochi decenni.
È un viaggio nella Cina più classica, dal ritmo intenso ma abbastanza accessibile, tuttavia non per questo banale. Perché la vera Cina non è soltanto quella delle cartoline o dei grattacieli, ma quella che cambia continuamente volto, costringendoti a rimettere in discussione tutto quello che pensavi di sapere.

Tanti sognano il Giappone. Noi abbiamo cercato di costruire un itinerario che facesse convivere i suoi grandi classici con un ritmo diverso, più lento, lasciando spazio anche a quei luoghi che spesso vengono sacrificati per aggiungere l’ennesima attrazione “overturistica” in città.
Partiremo da Osaka e Kyoto (e Hiroshima, per chi si unirà alla partenza di aprile!), ma grazie alla nostra tour leader, che vive proprio qui, andremo oltre i percorsi più battuti alla scoperta di templi meno conosciuti, quartieri tranquilli e angoli che difficilmente si trovano in un itinerario standard. Faremo anche lo shukubō, la tradizionale esperienza di dormire ospitati dai monaci sul monte Kōya, uno dei luoghi più sacri del buddhismo giapponese, dove il tempo sembra scorrere con un ritmo completamente diverso.
Dal Kansai il viaggio proseguirà verso le Alpi Giapponesi, attraversando la Kanazawa dei samurai, le case di paglia di Shirakawa-go e l’atmosfera d’altri tempi di Takayama. Cammineremo lungo l’antica via Nakasendō tra Magome e Tsumago, due villaggi perfettamente conservati dove, fino a pochi secoli fa, passavano samurai, mercanti e pellegrini diretti a Edo. Se il meteo sarà dalla nostra parte, ci fermeremo anche ai piedi del monte Fuji per ammirare uno dei simboli del Giappone nel suo contesto più spettacolare, in una località lontana dalle folle di turisti.
Solo alla fine arriveremo a Tokyo, una delle metropoli più affascinanti del pianeta, dove tradizione e futuro convivono senza mai pestarsi i piedi. Tra shinkansen, giardini zen, vicoli pieni di lanterne, grattacieli e santuari nascosti, ci renderemo conto che il Giappone non è un Paese di contrasti, ma un luogo in cui tutto riesce incredibilmente a stare insieme in modo armonioso. Ed è proprio questo che lo rende impossibile da dimenticare.
Non ti basta? Nelle date autunnali potremo scoprire questi luoghi con i colori vivacissimi del foliage e avere l’impressione di trovarci in un dipinto, mentre in primavera i fiori di ciliegio faranno da sfondo alle nostre giornate.