
TURKMENISTAN
Luoghi distopici, dittatori eccentrici e disastri ambientali caratterizzano uno degli stati più chiusi al mondo, di cui, però, sapremo andare anche oltre i soliti cliché!
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GIORDANIA
La Giordania è probabilmente il modo migliore per innamorarsi del Medio Oriente. È accogliente, sicura, facile da esplorare e racchiude in un territorio relativamente piccolo una quantità incredibile di storia, paesaggi e culture. Ma soprattutto è un Paese che dà il meglio di sé quando lo si percorre in macchina, fermandosi dove viene voglia e lasciando che siano le strade a raccontarlo.
Per questo il nostro non è il classico tour con pullman, guida che parla al microfono e alberghi tutti uguali. Partiremo piuttosto a bordo della nostra auto a noleggio, attraverseremo Amman, le rovine romane di Jerash, i mosaici cristiani di Madaba, il Monte Nebo e il Mar Morto, dove faremo il bagno in una spiaggia libera invece che in un resort. Scenderemo poi verso il castello crociato di Kerak e, naturalmente, dedicheremo tutto il tempo necessario a Petra, uno dei siti archeologici più straordinari del pianeta.
L’ultima parte del viaggio è quella che a noi è rimasta nel cuore più di tutte. Entreremo nel Wadi Rum, uno dei deserti più spettacolari del Medio Oriente, dove dormiremo in un campo beduino e attraverseremo le sue distese di sabbia rossa a bordo di pick-up guidati dalla gente del posto. Niente bubble hotel, glamping di lusso o esperienze costruite per Instagram: preferiamo sostenere chi il deserto lo ha sempre vissuto e rinunciamo volentieri anche al giro in cammello, che non riteniamo un’attrazione etica.
Chiuderemo il viaggio ad Aqaba, affacciati sul Mar Rosso, dopo una settimana trascorsa tra città arabe, siti biblici, fortezze, canyon e deserti. È un itinerario perfetto per chi vuole avvicinarsi al mondo arabo per la prima volta, ma è anche un promemoria che i viaggi migliori non sono quelli in cui qualcuno ti porta da un punto A a un punto B, ma piuttosto quelli in cui ti sporchi un po’ le scarpe, prendi una strada secondaria e scopri che spesso era proprio quella giusta.

ARMENIA
L'Armenia è uno di quei Paesi che riesce a sorprendere continuamente. Arrivi aspettandoti monasteri medievali e montagne (e li trovi), poi però ti imbatti in vecchi osservatori astronomici sovietici, giganteschi radar abbandonati, busti di Lenin dimenticati nei villaggi, case della cultura, sanatori, mosaici, città industriali e paesaggi che cambiano nel giro di poche decine di chilometri.
È proprio questa l'Armenia che vogliamo raccontare.
Il nostro itinerario tocca i luoghi più belli in senso classico, da Erevan a Tatev, dal lago Sevan a Noravank, passando per Gyumri, Dilijan, Garni e Khor Virap, ma è nelle deviazioni che il viaggio cambia davvero volto. Esploreremo enormi e inquietanti radiotelescopi costruiti durante la Guerra Fredda, centri estivi dei Giovani Pionieri ormai inghiottiti dalla vegetazione, vecchi complessi industriali e i tanti piccoli dettagli che raccontano cosa significasse vivere nella RSS Armena.
Il fiore all'occhiello però è il Syunik, una regione isolata dal resto del Paese da montagne altissime, schiacciata dalle mire espansionistiche dell'Azerbaigian e storicamente proiettata verso la Persia più che verso il Caucaso. Scenderemo fino a Meghri, una cittadina sorprendente incastonata tra le montagne, dove dedicheremo un'intera giornata a esplorare uno degli angoli più remoti e affascinanti dell'Armenia. A pochi metri da noi scorrerà il fiume Aras, oltre il quale comincia l'Iran. Il paesaggio culturale, il clima, la vegetazione e perfino l'atmosfera cambiano improvvisamente, in una lingua di terra i cui delicati confini sono stati tracciati di fatto solo in tempi recentissimi.
Come sempre non ci interessa collezionare monumenti ma capire i luoghi. Per questo parleremo della storia e della cultura millenaria dell'Armenia, della sua identità, del genocidio, dell'eredità sovietica, del terremoto del 1988 e della posizione geopolitica delicatissima che ancora oggi la rende uno dei posti più interessanti del Caucaso.
Se cerchi il classico tour dei monasteri, probabilmente questo non fa per te. Se invece vuoi vedere l'Armenia nella sua interezza, dai villaggi dove Lenin è ancora in piazza fino al remoto confine con l'Iran, allora preparati a uno dei viaggi più sorprendenti che abbiamo mai costruito

HOKKAIDO & TOHOKU
Questo non è il Giappone delle folle, delle file infinite e delle foto tutte uguali. È un viaggio nella sua parte più settentrionale, dove l’inverno cambia completamente il paesaggio e anche il modo di viverlo. L’isola di Hokkaido e la regione del Tohoku, nel nord dell’Honshu, sono tra le zone meno esplorate dai viaggiatori occidentali: montagne innevate, onsen fumanti, città di mare, villaggi tranquilli e un’atmosfera che sembra lontana anni luce dall’overtourism dei circuiti più classici.
Partiremo dalla fredda Sapporo, ci rilasseremo nelle acque termali di Noboribetsu, attraverseremo il sud dell’Hokkaido fino a Hakodate e poi scenderemo nel Tohoku, una delle aree culturalmente più affascinanti del Paese del Sol Levante. Aomori, Morioka e Sendai ci mostreranno un Giappone quotidiano, autentico e sorprendentemente poco turistico, fatto di quartieri locali, cucina incredibile e persone abituate a convivere con metri di neve ogni inverno.
Naturalmente non mancherà Tokyo, dove concluderemo il viaggio tornando gradualmente alla modernità. Sarà il contrasto perfetto dopo giorni trascorsi tra paesaggi bianchi, treni che attraversano montagne innevate e città in cui il tempo sembra scorrere con un ritmo completamente diverso.
È un itinerario pensato per chi vuole lasciarsi stupire da un Giappone diverso, non quello fatto di attrazioni da spuntare dalla lista, con meno turismo di massa e più atmosfera. Magari per una seconda visita nel Paese, ma non necessariamente. E sì, preparatevi a indossare tre strati di vestiti e riempire la galleria del telefono di paesaggi completamente bianchi.

















