
LIBANO & SIRIA
Dai campi profughi di Beirut ai festeggiamenti per la Pasqua nel cuore di Damasco, tra cultura millenaria e ferite recenti.
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HOKKAIDO & TOHOKU
Questo non è il Giappone delle folle, delle file infinite e delle foto tutte uguali. È un viaggio nella sua parte più settentrionale, dove l’inverno cambia completamente il paesaggio e anche il modo di viverlo. L’isola di Hokkaido e la regione del Tohoku, nel nord dell’Honshu, sono tra le zone meno esplorate dai viaggiatori occidentali: montagne innevate, onsen fumanti, città di mare, villaggi tranquilli e un’atmosfera che sembra lontana anni luce dall’overtourism dei circuiti più classici.
Partiremo dalla fredda Sapporo, ci rilasseremo nelle acque termali di Noboribetsu, attraverseremo il sud dell’Hokkaido fino a Hakodate e poi scenderemo nel Tohoku, una delle aree culturalmente più affascinanti del Paese del Sol Levante. Aomori, Morioka e Sendai ci mostreranno un Giappone quotidiano, autentico e sorprendentemente poco turistico, fatto di quartieri locali, cucina incredibile e persone abituate a convivere con metri di neve ogni inverno.
Naturalmente non mancherà Tokyo, dove concluderemo il viaggio tornando gradualmente alla modernità. Sarà il contrasto perfetto dopo giorni trascorsi tra paesaggi bianchi, treni che attraversano montagne innevate e città in cui il tempo sembra scorrere con un ritmo completamente diverso.
È un itinerario pensato per chi vuole lasciarsi stupire da un Giappone diverso, non quello fatto di attrazioni da spuntare dalla lista, con meno turismo di massa e più atmosfera. Magari per una seconda visita nel Paese, ma non necessariamente. E sì, preparatevi a indossare tre strati di vestiti e riempire la galleria del telefono di paesaggi completamente bianchi.
TAGIKISTAN
Quando si parla di Tagikistan, quasi tutti pensano alla strada del Pamir. E hanno ragione: è una delle più leggendarie del pianeta. Ma ridurre il Tagikistan al solo Pamir sarebbe come visitare l'Italia fermandosi a Venezia.
Per questo il nostro itinerario parte dall'ovest del Paese, praticamente ignorato dal turismo internazionale ma ricchissimo di storia, atmosfere sovietiche e paesaggi sorprendenti. Esploreremo Khujand, già Leninabad, una delle città più affascinanti dell'Asia Centrale. Dormiremo all'ombra di un colossale Lenin a Istaravshan, attraverseremo gli insediamenti minerari dimenticati di Sarvoda e Zeravshan-II, e passeremo due notti in autentici sanatori sovietici come il leggendario Khoja Obi Garm, enorme complesso brutalista immerso nelle montagne dove ancora oggi si praticano i controversi bagni al radon, una delle esperienze più surreali che l'otdykh sovietico abbia lasciato in eredità. Nel mezzo ci aspettano i monti Fan: laghi turchesi sconosciuti ai più, verdi vallate e panorami che ricordano più le Alpi che l'immaginario arido dell'Asia Centrale.
Dopo una tappa a Dushanbe arriva la seconda metà del viaggio, quella che tutti sognano. Il Pamirskij Trakt ci condurrà lungo il confine afghano attraverso villaggi ismailiti, altopiani remoti, passi oltre i 4000 metri e paesaggi che sembrano appartenere a un altro pianeta. Seguiremo il corridoio di Wakhan fino alle porte della Cina, attraverseremo la remota regione del Pamir orientale e termineremo la nostra avventura a Osh, in Kirghizistan, dopo aver percorso una delle grandi strade leggendarie del mondo.
Un viaggio ruvido, remoto e profondamente diverso da qualsiasi altra cosa troverai in Asia. E probabilmente uno dei modi migliori per capire perché l'Asia Centrale crea dipendenza.

GEORGIA
La Georgia è uno di quei Paesi che riescono a mettere d’accordo praticamente tutti: chi cerca montagne spettacolari le trova, chi ama la storia pure, chi viaggia per il cibo probabilmente non vorrà più tornare a casa. Noi abbiamo semplicemente deciso di aggiungerci tutto il resto.
Partiremo da Tbilisi, una capitale irresistibile dove convivono antiche chiese, architetture brutaliste, cortili decadenti e tracce della storia sovietica praticamente a ogni angolo. Attraverseremo il Kakheti, culla del vino georgiano, raggiungeremo Kazbegi lungo una delle strade panoramiche più belle del Caucaso, visiteremo Mtskheta, Uplistsikhe e Gori, città natale di Stalin. Ma il nostro itinerario continua dove molti altri si fermano…
Andremo a cercare la Georgia meno conosciuta: i villaggi sperduti dello Svaneti che raggiungeremo attraverso la remota strada via Lentekhi, il confine con l’Abcasia e quello con l’Ossezia del Sud, dove il conflitto del 2008 è ancora una presenza concreta. Entreremo in un piccolo museo della guerra allestito nel seminterrato di una casa privata, cercheremo vecchi busti di Lenin dimenticati lungo le strade, statue di Stalin sopravvissute alla destalinizzazione, cimiteri della Grande Guerra Patriottica ormai ignorati da tutti e scorci che raccontano un passato molto più complesso di quanto spesso non si voglia ricordare.
Poi, scesi nel verdissimo Imereti, arriverà uno degli highlight assoluti del viaggio: Tskhaltubo. Faremo urbex negli immensi sanatori di questa vecchia località termale dell’élite sovietica, oggi in gran parte abbandonati o abitati dai profughi della guerra in Abcasia, e ci concederemo perfino un bagno nella vecchia vasca termale di uno di questi edifici. Un’esperienza che riassume perfettamente lo spirito di Oltre: un po’ folle, decisamente fuori dai circuiti e impossibile da dimenticare.
E poi c’è tutto il resto; le tavolate infinite, i brindisi rituali, il vino georgiano, i khinkali, il khachapuri e quell’ospitalità quasi disarmante che rende la Georgia uno dei Paesi più accoglienti al mondo. Alla fine del viaggio ti renderai conto che il ricordo più forte non sarà solo un paesaggio o un monumento, ma il modo in cui questo piccolo Paese riesce a farti sentire a casa, pur trovandoti sui confini tra Europa e Asia.














