
Tanti sognano il Giappone. Noi abbiamo cercato di costruire un itinerario che facesse convivere i suoi grandi classici con un ritmo diverso, più lento, lasciando spazio anche a quei luoghi che spesso vengono sacrificati per aggiungere l’ennesima attrazione “overturistica” in città.
Partiremo da Osaka e Kyoto (e Hiroshima, per chi si unirà alla partenza di aprile!), ma grazie alla nostra tour leader, che vive proprio qui, andremo oltre i percorsi più battuti alla scoperta di templi meno conosciuti, quartieri tranquilli e angoli che difficilmente si trovano in un itinerario standard. Faremo anche lo shukubō, la tradizionale esperienza di dormire ospitati dai monaci sul monte Kōya, uno dei luoghi più sacri del buddhismo giapponese, dove il tempo sembra scorrere con un ritmo completamente diverso.
Dal Kansai il viaggio proseguirà verso le Alpi Giapponesi, attraversando la Kanazawa dei samurai, le case di paglia di Shirakawa-go e l’atmosfera d’altri tempi di Takayama. Cammineremo lungo l’antica via Nakasendō tra Magome e Tsumago, due villaggi perfettamente conservati dove, fino a pochi secoli fa, passavano samurai, mercanti e pellegrini diretti a Edo. Se il meteo sarà dalla nostra parte, ci fermeremo anche ai piedi del monte Fuji per ammirare uno dei simboli del Giappone nel suo contesto più spettacolare, in una località lontana dalle folle di turisti.
Solo alla fine arriveremo a Tokyo, una delle metropoli più affascinanti del pianeta, dove tradizione e futuro convivono senza mai pestarsi i piedi. Tra shinkansen, giardini zen, vicoli pieni di lanterne, grattacieli e santuari nascosti, ci renderemo conto che il Giappone non è un Paese di contrasti, ma un luogo in cui tutto riesce incredibilmente a stare insieme in modo armonioso. Ed è proprio questo che lo rende impossibile da dimenticare.
Non ti basta? Nelle date autunnali potremo scoprire questi luoghi con i colori vivacissimi del foliage e avere l’impressione di trovarci in un dipinto, mentre in primavera i fiori di ciliegio faranno da sfondo alle nostre giornate.
Tutto quello che devi sapere prima di partire per questa avventura.

Jessica Lecco
"Lo scorso dicembre ho viaggiato in Giappone con Oltre e non potrei essere più felice della scelta. È stato un viaggio meraviglioso, oltre ogni aspettativa. Del Giappone mi sono innamorata perdutamente, ma il merito più grande va alla nostra tour leader Giulia. Giulia è stata semplicemente fantastica: appassionata, preparatissima, super organizzata e sempre con il sorriso. Si vede che ama quello che fa e ti trasmette quell'amore in ogni tappa, in ogni racconto, in ogni piccolo dettaglio. Grazie a lei ho amato il Giappone ancora di più. Dietro le quinte c'è stato Matteo, che ho conosciuto poco ma si percepisce subito la sua professionalità e quanto lavoro e cura ci siano dietro un viaggio così perfetto. Oltre è una garanzia per chi come me vuole viaggiare in gruppo ma con un'organizzazione impeccabile, persone vere e un'atmosfera che ti fa sentire subito a casa. Se cercate un'agenzia seria, umana e fantastica per viaggiare in gruppo: Oltre è quella giusta. ❤️ E la cosa più bella è che tra poco si riparte, questa volta direzione Cina sempre con loro, e non vedo davvero l'ora! Consigliatissimi al 100%! ♥️"
Greta Parigi
"Nonostante il mio scetticismo per i viaggi di gruppo, io e il mio ragazzo abbiamo scelto di fare il nostro primo viaggio in Giappone tramite una agenzia, e a rendere il viaggio ancora più speciale è stata la super Giulia Premi. Preparata, itenerari studiati, simpaticissima e capace di accontentare anche gli incontentabili (tanta roba). Non ti mostra solo i classici posti turistici ma anche quelle piccole perle nascoste per goderti il viaggio al meglio del meglio. Esperienza estremamente consigliata e che rifaremmo anche domani se fosse possibile (chiaramente, solo con Giulia come tour leader)"
Tutte le foto sono nostre. Sì, è tutto vero.

Questo non è il Giappone delle folle, delle file infinite e delle foto tutte uguali. È un viaggio nella sua parte più settentrionale, dove l’inverno cambia completamente il paesaggio e anche il modo di viverlo. L’isola di Hokkaido e la regione del Tohoku, nel nord dell’Honshu, sono tra le zone meno esplorate dai viaggiatori occidentali: montagne innevate, onsen fumanti, città di mare, villaggi tranquilli e un’atmosfera che sembra lontana anni luce dall’overtourism dei circuiti più classici.
Partiremo dalla fredda Sapporo, ci rilasseremo nelle acque termali di Noboribetsu, attraverseremo il sud dell’Hokkaido fino a Hakodate e poi scenderemo nel Tohoku, una delle aree culturalmente più affascinanti del Paese del Sol Levante. Aomori, Morioka e Sendai ci mostreranno un Giappone quotidiano, autentico e sorprendentemente poco turistico, fatto di quartieri locali, cucina incredibile e persone abituate a convivere con metri di neve ogni inverno.
Naturalmente non mancherà Tokyo, dove concluderemo il viaggio tornando gradualmente alla modernità. Sarà il contrasto perfetto dopo giorni trascorsi tra paesaggi bianchi, treni che attraversano montagne innevate e città in cui il tempo sembra scorrere con un ritmo completamente diverso.
È un itinerario pensato per chi vuole lasciarsi stupire da un Giappone diverso, non quello fatto di attrazioni da spuntare dalla lista, con meno turismo di massa e più atmosfera. Magari per una seconda visita nel Paese, ma non necessariamente. E sì, preparatevi a indossare tre strati di vestiti e riempire la galleria del telefono di paesaggi completamente bianchi.

Partiamo da Fukuoka e prendiamo un van: niente itinerari ferroviari da manuale, stavolta ci muoviamo su quattro ruote, patente internazionale alla mano, e andiamo a cercare il Giappone che normalmente resta fuori dalle rotte più battute. Arita con le sue ceramiche, Nagasaki e la memoria di una città segnata dalla storia, poi una deviazione verso Gunkanjima, l’inquietante e decadente isola-miniera ormai abbandonata al largo della costa.
Da lì attraversiamo la grande isola di Kyushu passando per Shimabara e Kumamoto, fino al monte Aso, uno dei grandi vulcani attivi del Giappone. A Takachiho entriamo invece in un paesaggio quasi mitologico, tra gole, montagne e leggende shintoiste. Poi Ajimu: niente hotel di catena, ma una notte in una vera fattoria, prima di proseguire verso Beppu, dove sorgenti termali e vapori trasformano la città in una specie di pentolone fumante.
Torniamo a Fukuoka e cambiamo completamente scenario: voliamo a Ishigaki, nelle isole Ryukyu, meglio note come arcipelago di Okinawa. Siamo nell’estremo sud del Giappone, che qui diventa tropicale: la baia di Kabira, la Grotta Azzurra, il mare e le tartarughe marine fanno quasi dimenticare di essere nello stesso Paese delle città viste nei giorni precedenti e ci regaleranno una pace ineguagliabile.
Poi prendiamo una barca e andiamo ancora più lontano. Precisamente sull'isolotto di Taketomi, ovvero il Giappone delle strade pedonali di sabbia, delle case tradizionali e dei bufali d’acqua, e poi Iriomote, una delle isole in assoluto più selvagge dell’arcipelago, coperta di foresta e circondata da mangrovie. Qui il ritmo cambia definitivamente: solo mare, sentieri e natura.
È un viaggio che mette insieme due Giappone molto diversi: quello vulcanico, storico e rurale del Kyushu e quello tropicale e insulare di Okinawa. Con una variabile che non possiamo controllare: il meteo. Soprattutto alle Ryukyu, anche nella stagione generalmente più favorevole, mare e condizioni atmosferiche possono cambiare rapidamente. Alcune attività potranno quindi essere adattate in base alle condizioni del momento.
E forse è proprio questo il bello: partiamo con un van, finiamo su un'isola tropicale e nel frattempo vediamo quanto può essere grande il Giappone senza mai uscire dai suoi confini.

La penisola di Corea è terra di contrasti quasi per antonomasia da almeno 70 anni. In questo viaggio ne esploreremo la porzione più meridionale, divisa dalla sua controparte settentrionale con cui è formalmente in guerra dal 1950.
Partiamo da Seoul, capitale della Repubblica di Corea, dove convivono palazzi reali, quartieri storici, grattacieli, insegne al neon e un futuro che sembra essere arrivato in fretta e un po’ prima del previsto. Esploriamo la città nelle sue due anime: quella che racconta secoli di storia e quella che corre già diversi anni avanti rispetto al resto del mondo.
Rifiutandoci categoricamente di visitare la DMZ al confine con la Corea del Nord per una lunga serie di motivi che avremo tutto il piacere di raccontarvi in viaggio, da Seoul scenderemo a Jeonju, dove cambiamo completamente ritmo e contesto. Qui ci infiliamo nella quotidianità coreana, tra mercati, cucina e vicoli del centro storico, e dormiamo in un hanok, una casa tradizionale coreana. Poi continuiamo verso Busan, città portuale e veramente gigantesca, dove passiamo dai mercati del pesce alla Chinatown, dalla cultura cinematografica alla costa, fino all’Haedong Yonggungsa, spettacolare tempio costruito direttamente sul mare.
Da qui prendiamo un volo interno e diamo ufficialmente inizio alla seconda parte del viaggio: Jeju. Lontana dall’immagine della Corea fatta soltanto di Seoul, K-pop e grattacieli, l’isola di Jeju è un po' un mondo a sé: vulcani, coste battute dall’oceano, sentieri e paesaggi modellati da eruzioni e vento. Ma Jeju ha anche una storia molto più pesante di quella raccontata dalle sue cartoline: un’isola che fu teatro di una violenta repressione politica e di un massacro che ancora oggi fa parte della sua memoria. In questo posto spesso snobbato dagli itinerari più classici noi passeremo tre notti, esplorando l'isola (che merita davvero!) senza limitarci ai punti segnati sulle guide, prima di tornare a Seoul.
Il nostro è un viaggio che attraversa la Corea ipertecnologica e quella tradizionale, le metropoli e le campagne, i templi sul mare e i vulcani, la quotidianità e una storia spesso molto meno patinata di come viene raccontata. Se ti abbiamo incuriosito, ci vediamo là.