
L'Islanda è uno di quei pochi posti al mondo in cui la natura riesce ancora a farti sentire piccolo. Cascate alte decine di metri, ghiacciai immensi, spiagge nere, iceberg, geyser e paesaggi che sembrano appartenere a un altro pianeta. Li vedremo tutti, senza correre e senza trasformare il viaggio in una collezione di check su Google Maps.
Il nostro itinerario si concentra sull'ovest e sul sud dell'isola, la parte più spettacolare e accessibile, scelta apposta per permettere di vivere l'Islanda anche in pochi giorni e senza spendere una fortuna. L'autunno è la stagione perfetta: le giornate sono ancora abbastanza lunghe per esplorare, ma ogni sera avremo una concreta possibilità di assistere a uno degli spettacoli naturali più belli del pianeta, l'aurora boreale. E quando le previsioni saranno favorevoli ci lanceremo a inseguirla, cercando di interpretare previsioni meteo, indice Kp e direzione del vento.
Il vero spirito Oltre emerge però nei fuori programma. Riluttanti all'idea di una "Blue Lagoon" presa d'assalto dai turisti, noi ci tufferemo nelle pozze geotermiche gratuite disperse nel nulla, correndo in costume tra vento, pioggia, freddo e fango. Cucineremo quasi ogni sera negli appartamenti dove dormiremo, condivideremo la spesa, faremo il bagno sotto le cascate gelide, lanceremo asce in un ristorante a tema vichingo e rideremo (ma non troppo) quando il vento proverà a ribaltare le portiere dell'auto.
Non è il viaggio giusto se cerchi la vacanza di lusso o il pacchetto preconfezionato di GetYourGuide. Lo è se pensi che l'Islanda sia ancora più bella quando la vivi con un pizzico di improvvisazione, tanta ironia e un gruppo di persone pronte a trasformare anche una corsa sotto la pioggia in uno dei ricordi più belli del viaggio.
I posti per questa meta vanno a ruba.
Entra nella waiting list per ricevere una notifica prioritaria all'apertura delle nuove partenze.
Tutto quello che devi sapere prima di partire per questa avventura.
Tutte le foto sono nostre. Sì, è tutto vero.

L'Irlanda è uno di quei posti che sembrano costruiti apposta per essere fotografati: scogliere a picco sull'Atlantico, brughiere sferzate dal vento, montagne, pub, villaggi colorati e una pinta di Guinness che, incredibilmente, qui ha davvero un sapore diverso. Tutto vero, ma sarebbe un peccato fermarsi lì.
Questo viaggio attraversa l'intera isola in senso orario, dalla Repubblica d'Irlanda all'Irlanda del Nord, seguendo un itinerario che unisce alcuni dei paesaggi più spettacolari d'Europa a una storia politica ancora vivissima. Cammineremo tra le rovine monastiche di Glendalough, percorreremo la Wild Atlantic Way, raggiungeremo il Ring of Kerry, le Cliffs of Moher, il Connemara, il Donegal e la Giant's Causeway, alternando continuamente natura selvaggia e città piene di carattere.
Capire l'Irlanda significa tuttavia anche capire la sua storia. Per questo visiteremo il carcere di Kilmainham, simbolo della lotta per l'indipendenza, passeremo davanti alla targa che ricorda il curioso Soviet di Limerick e osserveremo da vicino le città dell'Irlanda del Nord. A Derry ripercorreremo i luoghi della Bloody Sunday attraverso i celebri murales del Bogside, mentre a Belfast entreremo nei quartieri cattolici e protestanti accompagnati da chi quella storia l'ha vissuta. Finiremo la giornata facendo una cosa che difficilmente troverete in un altro viaggio organizzato: bere una pinta in uno storico pub repubblicano frequentato da ex militanti dell'IRA e un'altra in uno dei locali simbolo della comunità unionista, per ascoltare due punti di vista completamente diversi sullo stesso conflitto.
E poi sì, berremo tanta Guinness. La prima la offre Oltre, perché certe tradizioni vanno rispettate.

Questo non è un tour della Norvegia. È un vero road trip nel Grande Nord.
Partiremo da Bodø per raggiungere le isole Lofoten, uno dei luoghi più spettacolari d’Europa, e da lì inizieremo a risalire lentamente verso nord fino a Capo Nord, attraversando montagne che precipitano nel mare, fiordi, tundra e alcune delle strade panoramiche più belle del pianeta. Saliremo sulla Reinebringen, scopriremo spiagge quasi caraibiche, raggiungeremo villaggi di pescatori come Henningsvær, esploreremo l'isola di Senja e, se il mare lo permetterà, usciremo alla ricerca dei capodogli. Se le condizioni non saranno favorevoli, nessun problema: sa sempre come ripagarti, e ci spingeremo tra i paesaggi spettacolari del fiordo di Lyngen.
La vera esperienza però è il modo in cui vivremo tutto questo. Per quasi tutto il viaggio dormiremo in tenda, non perché costi meno ma perché è semplicemente il modo migliore di vivere la Norvegia. Monteremo il campo ogni sera in campeggi attrezzati o in pieno wild camping, approfittando dell’allemannsretten, il diritto di accesso alla natura che permette di piantare la tenda praticamente ovunque nel rispetto dell’ambiente. Ceneremo insieme davanti a un fornello da campeggio, faremo grigliate quando possibile e ci addormenteremo sotto un sole che, in estate, semplicemente si rifiuta di tramontare.
Il momento più emozionante arriverà alla fine: molti si accontentano della classica foto al globo di Capo Nord, noi no. Indossiamo gli scarponi e proseguiamo a piedi fino a Knivskjellodden, il vero punto più settentrionale dell'Europa continentale. Davanti a noi ci saranno solo il Mare di Barents, le Svalbard e il Polo Nord.
È un viaggio essenziale, spartano e fisico. Si cammina tanto, si dorme in tenda, si cucina insieme e ci si adatta al meteo, che qui decide sempre. Ma è proprio questo il bello: per una settimana ci dimenticheremo della routine e vivremo il Nord nel modo più autentico possibile, così come dovrebbe essere fatto un viaggio da queste parti.

Se dovessimo scegliere un solo viaggio per spiegare cosa significa davvero Oltre, probabilmente sceglieremmo questo. Il Kirghizistan è il perfetto equilibrio tra avventura, natura, antropologia e nostalgia sovietica. È il Paese delle montagne senza fine, delle strade sterrate che sembrano non portare da nessuna parte, dei pastori nomadi che ancora vivono nelle jurte e degli insediamenti minerari semiabbandonati, dove il tempo sembra essersi fermato trent’anni fa.
Partiremo da Bishkek per attraversare il Paese da nord a sud senza mai tornare sui nostri passi, cosa che pochissimi itinerari fanno. Toccheremo la torre di Burana, le montagne del Tian Shan, il lago Ysyk-Köl, i canyon di Skazka e le rocce rosse di Jeti-Ögüz, assisteremo all’antica tradizione dell’addestramento delle aquile da caccia e dormiremo sulle sponde del lago Songköl, ospiti di una famiglia nomade. Poi arriverà la parte davvero wild: una delle strade più isolate e spettacolari dell’Asia Centrale ci porterà attraverso passi d’alta quota fino a Kazarman, ex centro minerario sovietico in cui arrivano pochissimi viaggiatori. È uno di quei posti che da soli valgono il viaggio.
Il gran finale è il Pamir kirghiso. Da Sary Mogul partiremo per un trekking di due giorni che ci porterà ai piedi del leggendario Picco Lenin, uno dei Settemila più accessibili al mondo. Dormiremo al campo base, e chi se la sentirà potrà spingersi fino al campo 1, circondato da ghiacciai e montagne immense. Concluderemo il viaggio a Osh, storica città della Via della Seta, crocevia di popoli e culture.
E per chi pensa che l’avventura non sia ancora abbastanza, c’è l’add-on. Tre giorni in cui esploreremo il lato più assurdo e sconosciuto del Kirghizistan: la radioattiva Mayluu-Suu, dove si estraeva l’uranio per il programma nucleare sovietico, la valle di Toktogul dove la cannabis cresce spontanea, la gigantesca testa di Lenin di Talas e il famigerato tunnel del passo Töö-Ashuu, conosciuto da tutti come il “Tunnel della Morte”. È il Kirghizistan più estremo, quello che difficilmente troverai in una guida turistica.
Molti vengono qui per vedere laghi e montagne. Noi anche. Ma soprattutto veniamo per capire come vivono i nomadi oggi, per attraversare una delle ultime grandi terre davvero selvagge dell’Eurasia e per scoprire un pezzo di ex Unione Sovietica che il turismo continua (quasi) a ignorare. Ed è proprio questo mix a rendere il Kirghizistan uno dei viaggi più amati di tutto il catalogo Oltre.