
Questo non è il Giappone delle folle, delle file infinite e delle foto tutte uguali. È un viaggio nella sua parte più settentrionale, dove l’inverno cambia completamente il paesaggio e anche il modo di viverlo. L’isola di Hokkaido e la regione del Tohoku, nel nord dell’Honshu, sono tra le zone meno esplorate dai viaggiatori occidentali: montagne innevate, onsen fumanti, città di mare, villaggi tranquilli e un’atmosfera che sembra lontana anni luce dall’overtourism dei circuiti più classici.
Partiremo dalla fredda Sapporo, ci rilasseremo nelle acque termali di Noboribetsu, attraverseremo il sud dell’Hokkaido fino a Hakodate e poi scenderemo nel Tohoku, una delle aree culturalmente più affascinanti del Paese del Sol Levante. Aomori, Morioka e Sendai ci mostreranno un Giappone quotidiano, autentico e sorprendentemente poco turistico, fatto di quartieri locali, cucina incredibile e persone abituate a convivere con metri di neve ogni inverno.
Naturalmente non mancherà Tokyo, dove concluderemo il viaggio tornando gradualmente alla modernità. Sarà il contrasto perfetto dopo giorni trascorsi tra paesaggi bianchi, treni che attraversano montagne innevate e città in cui il tempo sembra scorrere con un ritmo completamente diverso.
È un itinerario pensato per chi vuole lasciarsi stupire da un Giappone diverso, non quello fatto di attrazioni da spuntare dalla lista, con meno turismo di massa e più atmosfera. Magari per una seconda visita nel Paese, ma non necessariamente. E sì, preparatevi a indossare tre strati di vestiti e riempire la galleria del telefono di paesaggi completamente bianchi.
Tutto quello che devi sapere prima di partire per questa avventura.
Tutte le foto sono nostre. Sì, è tutto vero.

Partiamo da Fukuoka e prendiamo un van: niente itinerari ferroviari da manuale, stavolta ci muoviamo su quattro ruote, patente internazionale alla mano, e andiamo a cercare il Giappone che normalmente resta fuori dalle rotte più battute. Arita con le sue ceramiche, Nagasaki e la memoria di una città segnata dalla storia, poi una deviazione verso Gunkanjima, l’inquietante e decadente isola-miniera ormai abbandonata al largo della costa.
Da lì attraversiamo la grande isola di Kyushu passando per Shimabara e Kumamoto, fino al monte Aso, uno dei grandi vulcani attivi del Giappone. A Takachiho entriamo invece in un paesaggio quasi mitologico, tra gole, montagne e leggende shintoiste. Poi Ajimu: niente hotel di catena, ma una notte in una vera fattoria, prima di proseguire verso Beppu, dove sorgenti termali e vapori trasformano la città in una specie di pentolone fumante.
Torniamo a Fukuoka e cambiamo completamente scenario: voliamo a Ishigaki, nelle isole Ryukyu, meglio note come arcipelago di Okinawa. Siamo nell’estremo sud del Giappone, che qui diventa tropicale: la baia di Kabira, la Grotta Azzurra, il mare e le tartarughe marine fanno quasi dimenticare di essere nello stesso Paese delle città viste nei giorni precedenti e ci regaleranno una pace ineguagliabile.
Poi prendiamo una barca e andiamo ancora più lontano. Precisamente sull'isolotto di Taketomi, ovvero il Giappone delle strade pedonali di sabbia, delle case tradizionali e dei bufali d’acqua, e poi Iriomote, una delle isole in assoluto più selvagge dell’arcipelago, coperta di foresta e circondata da mangrovie. Qui il ritmo cambia definitivamente: solo mare, sentieri e natura.
È un viaggio che mette insieme due Giappone molto diversi: quello vulcanico, storico e rurale del Kyushu e quello tropicale e insulare di Okinawa. Con una variabile che non possiamo controllare: il meteo. Soprattutto alle Ryukyu, anche nella stagione generalmente più favorevole, mare e condizioni atmosferiche possono cambiare rapidamente. Alcune attività potranno quindi essere adattate in base alle condizioni del momento.
E forse è proprio questo il bello: partiamo con un van, finiamo su un'isola tropicale e nel frattempo vediamo quanto può essere grande il Giappone senza mai uscire dai suoi confini.

La Cina è considerabile un vero e proprio continente, non solo a causa della sua ampiezza geografica. Ogni provincia cambia paesaggio, cucina, lingua, architettura e atmosfera. Per questo abbiamo costruito un itinerario quasi interamente in treno, il modo migliore per osservare la parte più rappresentativa di questo gigantesco mosaico trasformarsi fuori dal finestrino.
Partiremo da Pechino, capitale della Repubblica Popolare, tra Tienanmen, hutong e una sezione della Grande Muraglia lontana dalle folle, per poi raggiungere Shanghai, simbolo della Cina moderna e verticale. Ma è quando ci lasceremo alle spalle le grandi metropoli che inizierà la parte più sorprendente del viaggio.
Esploreremo l’Hunan, tra la Changsha di Mao Zedong, gli antichi borghi di Furong e Fenghuang e le montagne del parco nazionale di Zhangjiajie, il paesaggio che ha ispirato il film Avatar. Più a sud, nel Guangxi, ci aspettano Guilin, il fiume Li e Yangshuo, prima di concludere il viaggio tra l’energia indescrivibile di Chongqing e la cultura rilassata di Chengdu con le sue case del tè.
Come sempre, però, non ci limitiamo ai grandi classici. Lungo il percorso andremo a cercare qua e là anche quella Cina che spesso passa inosservata: piccoli dettagli che raccontano il grande rinascimento della nazione cinese e luoghi che aiutano a capire come un Paese uscito da una rivoluzione sia diventato una superpotenza tecnologica nel giro di pochi decenni.
È un viaggio nella Cina più classica, dal ritmo intenso ma abbastanza accessibile, tuttavia non per questo banale. Perché la vera Cina non è soltanto quella delle cartoline o dei grattacieli, ma quella che cambia continuamente volto, costringendoti a rimettere in discussione tutto quello che pensavi di sapere.

Tanti sognano il Giappone. Noi abbiamo cercato di costruire un itinerario che facesse convivere i suoi grandi classici con un ritmo diverso, più lento, lasciando spazio anche a quei luoghi che spesso vengono sacrificati per aggiungere l’ennesima attrazione “overturistica” in città.
Partiremo da Osaka e Kyoto (e Hiroshima, per chi si unirà alla partenza di aprile!), ma grazie alla nostra tour leader, che vive proprio qui, andremo oltre i percorsi più battuti alla scoperta di templi meno conosciuti, quartieri tranquilli e angoli che difficilmente si trovano in un itinerario standard. Faremo anche lo shukubō, la tradizionale esperienza di dormire ospitati dai monaci sul monte Kōya, uno dei luoghi più sacri del buddhismo giapponese, dove il tempo sembra scorrere con un ritmo completamente diverso.
Dal Kansai il viaggio proseguirà verso le Alpi Giapponesi, attraversando la Kanazawa dei samurai, le case di paglia di Shirakawa-go e l’atmosfera d’altri tempi di Takayama. Cammineremo lungo l’antica via Nakasendō tra Magome e Tsumago, due villaggi perfettamente conservati dove, fino a pochi secoli fa, passavano samurai, mercanti e pellegrini diretti a Edo. Se il meteo sarà dalla nostra parte, ci fermeremo anche ai piedi del monte Fuji per ammirare uno dei simboli del Giappone nel suo contesto più spettacolare, in una località lontana dalle folle di turisti.
Solo alla fine arriveremo a Tokyo, una delle metropoli più affascinanti del pianeta, dove tradizione e futuro convivono senza mai pestarsi i piedi. Tra shinkansen, giardini zen, vicoli pieni di lanterne, grattacieli e santuari nascosti, ci renderemo conto che il Giappone non è un Paese di contrasti, ma un luogo in cui tutto riesce incredibilmente a stare insieme in modo armonioso. Ed è proprio questo che lo rende impossibile da dimenticare.
Non ti basta? Nelle date autunnali potremo scoprire questi luoghi con i colori vivacissimi del foliage e avere l’impressione di trovarci in un dipinto, mentre in primavera i fiori di ciliegio faranno da sfondo alle nostre giornate.